7 Febbraio 2019

I Confidi

I Confidi sono organismi privati costituiti da mPMI, di emanazione delle associazioni di categoria. Si caratterizzano per la mutualità e l’assenza di scopo di lucro.
I Confidi r
ilasciano garanzie collettive a favore di mPMI, supportano le imprese minori nell’accesso al credito agevolandone una migliore relazione con il sistema bancario, favoriscono una sensibile riduzione del costo dei finanziamenti rispetto a quelli reperibili sul mercato e rendono i profili di rischio delle mPMI associate più trasparenti e più facilmente valutabili da parte delle banche.

Inoltre, affiancano alla garanzia servizi di consulenza e di assistenza finanziaria, fondamentali per conseguire l’equilibrio economico-finanziario delle imprese e per accrescere le loro conoscenze e competenze.

I rapporti con le Banche

I Confidi stipulano con le banche convenzioni che definiscono le caratteristiche principali della garanzia, le modalità operative di gestione del rapporto e le modalità di escussione della garanzia in caso di default dell’impresa.
Rilasciano una garanzia di norma pari al 50% del finanziamento concesso dalla banca alle mPMI e, grazie alla prossimità territoriale, alla conoscenza diretta delle mPMI e alla storica relazione con le Associazioni di categoria di cui sono espressione, riducono l’asimmetria informativa delle banche attraverso la valorizzazione degli elementi qualitativi delle imprese associate.

Il ruolo dei Confidi nell’economia

I Confidi svolgono una vera e propria funzione sociale, contribuendo a promuovere lo sviluppo economico e sociale del territorio di riferimento a supporto di tutte le mPMI, anche quelle marginali, alle quali oggi l’accesso al credito sarebbe senz’altro precluso.
Sono strumenti della politica industriale, degli Enti pubblici a livello locale, nazionale ed europeo grazie alla loro capacità di veicolare in modo efficiente ed efficace le risorse pubbliche alle imprese. In ciò si realizza il carattere di mutualità, sussidiarietà, radicamento territoriale e conoscenza diretta del tessuto imprenditoriale di riferimento.
Infine ottimizzano, con il loro intervento, l’utilizzo delle risorse pubbliche e ampliano il volume di finanziamenti garantiti e di imprese beneficiarie del credito attraverso l’applicazione di una leva elevata.

La normativa ha da alcuni anni introdotto due tipologie di confidi, quelli vigilati da Banca d’Italia, iscritti nel nuovo Albo degli intermediari finanziari, di cui all’articolo 106 del Testo Unico Bancario (come modificato dal Decreto Legislativo n. 141/10) e quelli non vigilati, disciplinati dall’articolo 112 del Testo Unico Bancario.

La loro normativa di riferimento è rappresentata dalla cosiddetta Legge Quadro, ossia l’articolo 13, Decreto Legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito dalla Legge n. 326/2003 e dagli articoli 106 e seguenti del Testo Unico Bancario.

Confidi 106
Confidi 112